Giulio Scatolini

Giulio Scatolini è docente e collaboratore all’Università Dei Sapori. Professionista internazionale, qualificato ed appassionato del suo lavoro.

Da anni si occupa di analisi sensoriale degli oli sin dal 1987 e con il tempo si è perfezionato panel leder con il corso organizzato dal Consiglio Olivicolo Internazionale (COI) nel 1995.

Giulio Scatolini è il maker e assaggiatore professionista dell' olio dal 1993.

Nel 1997 il panel Aprol Perugia da lui presieduto, diventa il primo panel di Associazione di produttori olivicoli al mondo a ricevere il riconosciuto da parte del COI.

Giulio Scatolini ha partecipato periodicamente, alle riunioni dei Capi Panel a Madrid su tematiche riguardanti l’evoluzione del metodo ufficiale organolettico.

Nel 2007 ottiene il riconoscimento da parte del MIPAF come panel leder del gruppo d’assaggio dell’Unaprol, l’Unione nazionale dei produttori olivicoli italiani, presso la sua prestigiosa sede di Roma.

Giulio Scatolini è ritenuto, per capacità ed esperienza maturata, uno dei migliori “nasi internazionali” dell’olio, essendo stato chiamato a presiedere in tutti i più importanti concorsi nazionali ed esteri: Concorso Ercole Olivario, Premio Internazionale Biol, Concorso Internazionale Sol d’Oro, Concorso internazionale Mario Solinas, Concorso Sirena d’Oro, Concorso Orciolo d’Oro, Concorso Leone d’Oro dei Mastri Oleari, ecc.

Dalla nascita della Guida degli oli del Gambero Rosso (2011) è il consulente capo panel esterno che coordina le giurie territoriali e la giuria finale di Roma presso la sede della rivista.

Giulio Scatolini ha condotto performance e degustazioni finalizzate alla valorizzazione dell’olio extravergine italiano di qualità, in varie parti del mondo come Amsterdam, Boston, Bruxelles, Chicago, Copenaghen, Los Angeles, Miami,  New York, Jean, Madrid, Mosca, San Pietroburgo, Tokyo, Seoul, Shangai ecc.

Negli ultimi periodi si è dedicato all’approfondimento degli studi sui profumi e alla loro influenza nelle percezione della qualità sensoriale sia nel food che nel non food.