L'Umbria punta sulla ristorazione di qualità

Siglato un importante accordo tra Università dei Sapori e Federazione Italiana Cuochi con l’obiettivo di diffondere la cultura dei mestieri, delle arti della ristorazione, a difesa e per lo sviluppo della competenze dei professionisti e aspiranti professionisti del settore ma anche per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari in Umbria.

Lunedì 17 e martedì 18 Febbraio 2014, presso la sede dell’Università dei Sapori, oltre 100 cuochi professionisti umbri provenienti da tutta la regione hanno partecipato al primo incontro di aggiornamento sotto la guida dello Chef Michele D’Agostino. La Presidente dell’Università dei Sapori Anna Rita Fioroni ed i Presidenti Regionale e Provinciale della Federazione Italiana Cuochi, Alviero Bigi ed Eugenio Scassellati, hanno presieduto l’incontro formativo ed hanno presentato l’importante accordo.

Anche se viviamo un momento in cui i consumi alimentari hanno subito una notevole contrazione va rilevato che negli ultimi 20 anni il numero di persone che in Italia pranza e cena fuori casa è raddoppiato. Sono infatti oltre 12 milioni gli italiani che ogni giorno si affidano (e affidano la loro salute) agli chef della ristorazione professionale, agli operatori delle mense aziendali e scolastiche o dei pubblici esercizi (come ad esempio quando consumiamo un pranzo veloce ai sempre più diffusi risto-bar).

Vogliamo rilevare – ha dichiarato la Presidente dell’Università dei Sapori Anna Rita Fioroni – che in un momento in cui la disoccupazione giovanile ha toccato il record negativo, le proiezioni occupazionali rilevate dal progetto Excelsior dell’Unioncamere nazionale, ci dicono che nel periodo 2014 – 2017 il settore della ristorazione e della accoglienza turistica registrerà un incremento occupazionale di oltre 250.000 unità all’anno.

Questi nuovi chef, pasticceri, gelatieri, pizzaioli, gastronomi rimarranno sul mercato e contribuiranno alla crescita turistica e ricettiva del nostro paese se le loro competenze tecnico professionali ed imprenditoriali saranno adeguate alle nuove esigenze del mondo del lavoro. Ecco il perché dell’accordo siglato dalle due importanti organizzazioni, che va esattamente in questa direzione.

Tra i turisti sono circa 5 milioni quelli che nello scorso anno hanno scelto l’Italia per motivi anche enogastronomici. Il relativo giro di affari è stimato in 5 miliardi di euro. (Fonte Fipe) La scelta delle destinazioni è guidata da bisogni di esperienze, enogastronomiche in primis, e i turisti che vengono in Umbria trovano uno “scrigno” di arte e cultura e una cucina buona e genuina.

Nel nostro paese operano oltre 300.000 imprese della ristorazione ed in Umbria sono otre 4.000 gli esercizi in cui gli operatori tutti i giorni sono impegnati ad accogliere il visitatore, consigliarlo sui suoi itinerari, anche enogastronomici, presentare i prodotti, valorizzarli attraverso una sapiente combinazione di sapori.

L’Accordo siglato dalla Università dei Sapori – Centro Nazionale di Formazione e Cultura dell’Alimentazione, presente in Umbria da più di 10 anni e che si sta affermando sempre più nel panorama nazionale ed internazionale come punto di riferimento per la formazione dei professionisti e degli aspiranti professionisti della ristorazione, dell’accoglienza turistica e della distribuzione alimentare – e dalla Unione Regionale Cuochi Umbri – Federazione Italiana Cuochi che è l'unica Associazione Cuochi in Italia a rappresentare di diritto la “World Association of Cooks Societies” (WACS) alla quale aderiscono più di 70 Federazioni Nazionali dei cinque continenti – rappresenta un punto di partenza importante per tutto il settore.